Un altro grande lutto colpisce il 2016, anno che sembra stia portando via alcune delle personalità più importanti, dal mondo della musica a quello del cinema.
Questa volta a lasciarci è un grande nome del mondo della cultura, infatti è scomparso a 84 anni Umberto Eco, grande scrittore, filosofo e semiologo.

Umberto Eco, nato nato ad Alessandria il 5 gennaio del 1932, è deceduto alle 22:30 di ieri notte nella sua abitazione nella sua città d’adozione, Milano, dove verrà commemorato, infatti il suo feretro dovrebbe essere esposto nel corso di un rito civile al Castello Sforzesco, luogo in cui, secondo alcune indiscrezioni, dovrebbe appunto tenersi su volontà della famiglia un rito civile martedì prossimo, alle 15.

Tra i maggiori successi dello scrittore Umberto Eco, che oltre ai numerosi romanzi, si è occupato di numerosi saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia, bisogna sicuramente ricordare Il nome della rosa, del 1980, che ispirò il film di Jean-Jacques Annaud, Il pendolo di Foucault pubblicato nel 1988 e la sua ultima opera, Numero zero, una critica al giornalismo, pubblicato l’anno scorso da Bompiani.

Tutta l’Italia è in lutto per la perdita di Umberto Eco e profondo cordoglio è stato espresso alla famiglia dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che si era intrattenuto con Eco proprio lo scorso giugno all’Expo, parlando dei temi della identità europea, dell’innovazione scientifica, della memoria e della lotta contro l’intolleranza anche insieme al Presidente francese Francois Hollande:

Esempio straordinario di intellettuale europeo, univa una intelligenza unica del passato a una inesauribile capacità di anticipare il futuro. Una perdita enorme per la cultura, cui mancherà la sua scrittura e voce, il suo pensiero acuto e vivo, la sua umanità.

Queste sono le parole rilasciate da Matteo Renzi in ricordo di Umberto Eco, personalità che lascerà sicuramente un grande vuoto nel mondo della cultura non solo italiana, ma anche mondiale.