Marzia Corini intercettata dai carabinieri, ha confessato di essere stata lei ad uccidere il fratello, l’avvocato Marco Valerio Corini:

In realtà ho deciso io per lui quando non era più tollerabile e questa è una cosa che mi porto dentro. Volevo soltanto che fosse chiaro che ho deciso io che sarebbe morto in quel giorno.

Secondo le indagini dei carabinieri, il legale sarebbe stato ucciso da sua sorella anestesista che avrebbe riempito il fratello di antidolorifici al punto di accelerarne la morte. Per questo la donna di 52 anni è stata arrestata con l’accusa di omicidio volontario.
L’avvocato, affetto da tempo da un tumore allo stomaco, aveva avuto una conversazione molto schietta con lei, secondo quanto riporta la stessa sorella all’amica: “Devi dirmi tu quando non è più tollerabile la tua vita”, gli aveva detto lei e lui aveva risposto di avere “ancora il piacere” di vedere i suoi cari.

L’omicidio sarebbe stato commesso, secondo l’accusa, a causa di un testamento che la penalizzava a favore della fidanzata ventenne dell’avvocato, così quando l’avvocato si è improvvisamente aggravato durante l’estate e la sorella ha cominciato ad assisterlo assieme a un altro avvocato, Giuliana Feliciani, una collega, un’amica con la quale Corini aveva anche condiviso lo studio per un certo periodo di tempo, che avrebbe convinto Corini a stracciare il primo testamento e a sottoscriverne un altro più favorevole alla sorella, tanto che adesso è indagata per circonvenzione di incapace e testamento falso.

Corini, secondo quanto accertato dagli inquirenti, non era più lucido negli ultimi tempi: un po’ per l’aggravarsi della malattia, un po’ per la morfina che gli veniva somministrata per lenire il dolore. Quindi, dev’essere stato poco impegnativo fargli stracciare il documento e fargliene firmare un altro.

Il 25 settembre 2015 l’avvocato è morto nel cordoglio generale perché era molto conosciuto. L’indagine, secondo quanto appreso, ha avuto il suo input dalla denuncia della fidanzata di Corini, e le indagini hanno portato a ipotizzare che Marco Corini fosse morto stroncato da una dose massiccia di oppiacei, forse morfina, somministrati secondo l’accusa dalla sorella Marzia. Purtroppo il corpo non potrà fornire prove, in quanto Marco Valerio Corini aveva deciso che voleva essere cremato e le sue ceneri sparse in mare. E così è stato.