Brutte e macabre novità sul caso di Giulio Regeni, il ragazzo friulano il cui cadavere era stato trovato con evidenti segni di tortura nella periferia della capitale egiziana Il Cairo.
Secondo il New York Times, che parla attraverso testimonianze di tre funzionari della sicurezza egiziana coinvolti nelle indagini, Giulio Regeni fu fermato e portato via dalla polizia egiziana il 25 gennaio al Cairo, probabilmente scambiato per una spia per via di alcuni contatti sul telefono di persone legate all’opposizione anti-governativa. Una volta fermato, Regeni però avrebbe reagito bruscamente, comportandosi da duro e i tre i funzionari, intervistati separatamente, hanno riferito che Regeni aveva sollevato sospetti a causa di contatti trovati sul suo telefono di persone vicine ai Fratelli Musulmani, bollati come organizzazione terroristica dopo la destituzione del presidente Mohamed Morsi nell’estate del 2013, e al Movimento 6 Aprile, i cui leader sono in carcere per le proteste anti-governative di fine 2013 contro la legge che limita le manifestazioni, definita “liberticida” dagli attivist.

Queste tre testimonianze, se venissero dimostrate come vere, sarebbero una prima ammissione di colpa da parte di autorità egiziane, seppure in forma anonima.
Sempre secondo il noto quotidiano statunitense, un ulteriore testimone sostiene che il fermo di Regeni da parte delle autorità egiziane sarebbe stato registrato da quattro telecamere di sorveglianza di alcuni negozi del quartiere dove è avvenuto il fermo, mentre la polizia egiziana afferma di non avere ancora nessun video.

Questo scoop del New York Times è arrivato proprio nel giorno in cui gli attivisti egiziani hanno denunciato nuovi casi di desaparecidos: 66 nel solo mese di gennaio e 43 casi di sospette torture in carcere che si vanno ovviamente ad aggiungere alle centinaia di casi dell’ultimo anno.

Mentre si parla di queste nuove testimonianze sul caso, un altro nuovo macabro elemento è trapelato dall’autopsia di Giulio Regeni: il corpo, tra le varie sevizie purtroppo già note, presentava sette costole rotte e segni di scosse elettriche sui genitali.