Durante la conferenza sulla sicurezza a Monaco di Baviera, il premier francese Manuel Valls ha dichiarato apertamente sul terrorismo:

Siamo in una guerra perché il terrorismo ci combatte. Ci saranno altri attacchi e grandi attentati, questo è certo. La minaccia non diventerà minore, anche se noi lo vorremmo. La minaccia è “mondiale” e altri attentati terroristici in Europa sono una certezza.

Concludendo il suo intervento ha poi parlato di priorità di trovare strategie contro la radicalizzazione:

Esiste questa fascinazione ideologica, ci sono migliaia di estremisti in Francia, anche tante donne.

All’intervento sul terrrorismo del premier Valls, ha risposto il primo ministro russo Dmitri Medvedev, partecipe anch’egli alla conferenza sulla sicurezza. Il primo ministro ha sottolineato come le relazioni russo-occidentali sono entrate in una «nuova Guerra Fredda», ha detto:

Quasi ogni giorno siamo accusati di ventilare minacce contro la Nato, l’Europa, gli Usa o altri Paesi. Se la situazione in Siria e in altre zone calde non si normalizzerà, il terrorismo si tramuterà in in nuovo tipo di guerra coinvolgendo il mondo intero.

Medvedev ha aggiunto che l’attuale crisi di  migranti in Europa rischia di tramutarsi in un «disastro umanitario», chiedendo infatti un migliore dialogo tra Est e Ovest. Su questo punto gli ha fatto eco il segretario di Stato Usa Kerry che parlando dell’emergenza immigrazione l’ha definita una “minaccia quasi esistenziale” per l’Europa, infatti gli Stati Uniti premono per una soluzione tempestiva. Kerry ha ribadito che Mosca:

 Deve cambiare i suoi obiettivi militari in Siria.

Sottolineando come la crisi siriana si trovi a un punto chiave, con la prospettiva di una tregua entro una settimana. Kerry ha poi detto che oggi la maggior parte degli attacchi russi si concentra sui gruppi di opposizione legittimi.

Il premier russo ha ribattuto immediatamente:

Non c’è alcuna prova del fatto che vi siano bombardamenti contro i civili anche se siamo continuamente accusati di colpire obiettivi diversi dal terrorismo.

Il primo ministro russo ha anche denunciato la “mancanza di scambio di informazioni”.