La Sanità non trova pace in Italia, soprattutto in Campania. Dopo lo scossone degli scorsi giorni, infatti, durante il quale sembrava che le prestazioni a pagamento, di solito fissate per gli ultimi tre mesi dell’anno solare, dovessero iniziare già a fine febbraio per riproporsi in seguito in cicli di 30 giorni, oggi si parla di sprechi nella Sanità.

Negli scorsi giorni era stato approvato un nuovo provvedimento sulla Sanità, subito inviato ai commissari straordinari e direttori delle Aziende sanitarie locali, firmato dal commissario ad actca Joseph Polimeni e dal sub commissario Claudio D’Amario, in cui si stabiliscono i tetti spesa per l’anno 2016 e viene sancita una nuova suddivisione delle risorse per la Sanità. Per questo nuovo provvedimento, il budget annuale viene suddiviso tra le singole strutture, rifacendosi al fatturato dell’anno 2014, su base mensile.

Il problema sarebbe che, una volta finito il fondo stanziato per quella mensilità, il centro che a causa di una richiesta maggiore avrà superato il fondo sarà costretto a far pagare le prestazioni agli utenti.

Oggi invece la Corte dei Conti di Napoli ha emesso vari provvedimenti giudiziari che in questi momenti sono notificati dalla Guardia di Finanza, che si sta occupando dei “condannati” della Sanità: dirigenti delle aziende sanitarie, ospedaliere ed universitarie campane per danno erariale.

Le indagini sulla Sanità, iniziati da mesi, hanno permesso di scoprire che sulle spalle del bilancio della Regione Campania erano state caricate somme indebitamente spese pari a circa 16 milioni di euro, che sarebbero stati spesi per l’assegnazioni di incarichi di primario e vice primario negli ospedali campani in esubero rispetto a quanto era stato previsto dalla spending review del governo.

Ulteriori dettagli sulle indagini ancora non sono disponibili, ma ne verrano illustrati di nuovi durante una conferenza stampa che avrà luogo proprio stamattina alle 10.30 a Napoli alla Procura Generale della Corte dei Conti.